Micaela Tommasi

Cosa guarda un pet brand per scegliere un dog influencer | Blog | Mydoggymedia.com

Cosa guarda un pet brand per scegliere un dog influencer

Il punto di vista di un famoso brand con cui ho parlato di dog influencer

Continuiamo a parlare di influencer marketing nel settore pet parlando oggi di un argomento che interessa a chi desidera vedere il suo cane collaborare con i più prestigiosi pet brand. E per farlo rivolgo la prospettiva verso le aziende. Se ti sei chiest@ cosa guarda un pet brand per scegliere i suoi dog influencer e dog ambassador, questo articolo è proprio per te!
Ma prima voglio fare un ringraziamento speciale ad Antonella Bellina, Founder e CEO di Lilou Pet Couture, che mi ha dato spunti molto interessanti e utili per chi leggerà questo articolo.
Vediamo ora cosa guarda un’azienda per scegliere con chi collaborare.

Non guarda il numero di follower

E qui puoi tirare un gran sospiro di sollievo perché è la verità. Quel numero infatti non vuol dire nulla se non hai una vera community, anche piccola, ma fidelizzata. La tendenza infatti vede le aziende guardare i piccoli profili emergenti con community attive.
È troppo facile cadere nella tentazione di acquistare follower che ammazzano i profili ma è altrettanto facile scoprire le malefatte. In un click, l’azienda esperta, va vedere il grafico con l’andamento di crescita di un profilo ed è in grado di capire dai picchi sospetti l’acquisto di follower falsi.
A cosa invece è interessata l’azienda? Alla natura della tua fan base:
– un primo criterio di selezione, nel settore pet, è rappresentato dalla razza del cane per vedere se fa parte dei potenziali clienti del brand  
– atri dati importanti per l’azienda derivano dalla profilazione socio demografica: dati presenti negli insight che Instagram offre ai profili business. Dati che rivelano dove si trovano i tuoi followers e le fasce d’età tanto per citarne qualcuno.

Guarda i tuoi contenuti

Già, i tuoi contenuti parlano per te. Sono la prova che sai fare ciò che dici, il tuo modo per comunicare il tuo personal brand.
Cosa deve saper fare dunque un dog influencer o dog ambassador?
conoscere il settore merceologico di riferimento, nel nostro caso il settore pet
– fare contenuti rilevanti, ovvero che siano in grado di offrire utilità e valore per il proprio pubblico di riferimento 
– avere stile e farsi distinguere per la sua unicità e riconoscibilità
capacità di raccontare e far trasparire così la sua credibilità
comunicare i suoi valori attraverso i contenuti perché l’azienda possa ritenerli in linea con la propria vision.
I contenuti sono il mezzo più efficace che abbiamo per farci scegliere e raggiungere gli obiettivi che ci poniamo.

Guarda la qualità delle tue interazioni

Infine ciò che guarda un’azienda per scegliere con chi collaborare sono le interazioni generate dai tuoi contenuti. Attraverso di esse può capire:

se c’è coerenza dei tuoi valori con quelli del brand
il sentiment dei messaggi dunque ciò che comunica il tuo profilo e come ti relazioni con il pubblico
– la tua capacità di coinvolgere il pubblico attraverso i contenuti

E lo può fare a portata di click, su una piattaforma come Not Just Analytics, osservando una specifica unità di misura che si chiama Engagement Rate (E.R)
Si tratta della percentuale di persone che interagiscono sui tuoi contenuti ed è un modo per testare quanto il tuo pubblico sia interessato ai contenuti che proponi.
Per calcolare il tuo tasso di engagement puoi svolgere questa semplice operazione:
– per ciascun contenuto singolo:
totale delle interazioni (like e commenti) /numero di followers X 100.
la media del tuo E.R.:
somma dell’E.R. di ogni singolo post / numero di post.
Avremo modo di approfondire quali sono le altre metriche importanti per essere un dog influencer.
Oggi però il mio intento è quello di aprirti gli occhi su ciò che conta al di là delle Vanity metrics, ossia quegli indicatori numerici che non restituiscono informazioni utili per stabilire il successo del nostro operato.

Tips

E siccome mi piace essere concreta e sincera ecco i miei consigli:
non guardare troppo il contatore dei tuoi followers ma analizza l’andamento generale nel tempo prendendoti cura chi ti sta seguendo oggi.
lavora per migliorare i tuoi contenuti imparando dai dati e dagli errori: quali sono andati meglio o peggio e perché, sperimenta nuove tecniche e format che interessino la tua community
dedicati alla qualità delle interazioni e fai sentire bene chi sei e in cosa credi.

Se questo argomento ti è piaciuto segui le prossime puntate qui sul blog e sulla mia pagina Instagram @mydoggymedia e scrivimi per qualsiasi dubbio qui: mydoggymedia@gmail.com , ti risponderò con piacere 🙂

Se sei un dog ambassador o un aspirante tale e vuoi migliorare i tuoi contenuti prenota subito la call gratuita e senza impegno che ho riservato per te e raccontami il tuo progetto!